venerdì 2 novembre 2012

Venite a casa con me? (fanfiction sul finale di North and South)


 La breve fanfiction è una versione romanzata del finale dell'adattamento BBC di North and South del 2004. Dopo averlo guardato centinaia di volte, mi è venuta voglia di metterlo per iscritto. Vi consiglio di leggerlo con la musica di sottofondo di quella bellissima scena (troverete il link in fondo alla pagina). Buona lettura.


"Dobbiamo aspettare un treno diretto a Nord!", esclamò Henry Lennox, mentre continuava a leggere il giornale.

Margaret Hale si alzò dal suo posto e uscì fuori dalla carrozza. Le sembrava di essere rimasta seduta per troppo tempo. Era rimasta in silenzio per gran parte del viaggio di ritorno da Milton, e per tutto il tempo aveva rimuginato su ciò che la signora Thornton le aveva detto. L’aveva accusata di essere tornata a Milton solo per trionfare su suo figlio e vantarsi delle sue proprietà. Ma la cosa che più le dispiaceva era di non aver incontrato il signor Thornton. Lo aveva aspettato per ore nel silenzio di quella fabbrica ormai vuota. Ma di lui nessuna notizia. Si sentiva così delusa, nulla era andato come aveva sperato ed ora non sapeva cosa fare.
L’idea che il signor Thornton potesse pensare male di lei, la faceva soffrire. Avrebbe voluto confessargli che quella notte alla stazione di Outwood l’aveva vista abbracciare suo fratello Frederick e che in questi mesi di lontananza si era resa conto di amarlo e di quanto era stata pazza a respingerlo...
No, non avrebbe avuto il coraggio di confessare niente di tutto ciò, tanto meno dopo che lo stesso signor Thornton le aveva giurato di aver soffocato ogni sciocca passione verso di lei.
Ma le sarebbe bastato vederlo. Sapeva che stava attraversando un brutto periodo dopo il fallimento della fabbrica, e voleva aiutarlo in qualche modo, proponendogli un buon affare.
Non c’era stato tempo per nulla.
Henry Lennox, il suo consulente finanziario, aveva insistito per tornare a Londra prima di sera ed ora erano fermi in attesa del treno diretto a Nord.
Mentre Margaret era ferma sulla piattoforma del binario, il treno giunse in stazione.
Il passaggio del treno le scompigliò i capelli e mentre si sistemava le ciocche, vide un volto familiare in una delle carrozze. Era il signor Thornton. Il suo cuore quasi esplose. Non riusciva a staccare gli occhi dal suo viso, non lo vedeva da quasi un anno. e le cose che in quel lasso di tempo erano successe lo avevano cambiato tanto. Il suo volto pareva segnato dalle preoccupazioni; eppure da esso traspariva una nobile compostezza e una bellezza che la lasciarono senza fiato. Senza pensarci troppo gli andò incontro fermandosi a pochi metri dalla sua carrozza. Rimase a guardarlo assorta e sorridente.

John aprì la porta, aveva bisogno di prendere una boccata d’aria, e quando alzò lo sguardo per scendere, si accorse della sua presenza. I suoi occhi si accesero di allegra luminosità e labbra si schiusero in un meraviglioso sorriso, non riusciva a credere alla sua fortuna. La sua Margaret era proprio lì a pochi metri.

Le andò incontro pieno di speranza.
La sua sottile figura lo faceva sembrare più alto. Non indossava né cravatta né giacca, era molto diverso senza l’abbigliamento formale con cui Margaret lo aveva sempre visto.
Fu come se le si fermasse il cuore al sentire il tono con il quale il signor Thornton si rivolse a lei:
 ”Dove state andando?” chiese, con  voce bassa e vibrante di tenerezza.
Le guance di Margaret avvamparono di rossore e i suoi occhi divennero lucidi. Cercò di darsi un contegno.
"A Londra",  rispose ansiosamente e guardandosi in giro.
"Sono stata a Milton".
 Aveva il cuore a mille e non riusciva a guardarlo senza arrossire.
"Ah, non indovinereste dove sono stato io", sussurrò lui sorridendo. La guardò negli occhi per un attimo poi tirò fuori un fiore giallo dal taschino del panciotto e lo glielo porse.

Margaret prese la rosa e sorrise. "A Helstone? pensavo che non ce ne fossero più!".
Alzò lo sguardo verso di lui.
"L’ho trovata nella siepe, bisogna guardare attentamente". Sorrise e scosse la testa ancora incredulo che lei fosse lì.
"Perché siete stata a Milton?". I suoi profondi occhi azzurri brillavano di speranza.

Lei lo fissò per un istante, pensando a cosa dire: "Per affari", rispose, "ho una proposta d'affari" .
Volse lo sguardo verso Henry , che era ancora seduto nella sua carrozza, “ho bisogno di Henry per aiutarmi a spiegarvela".

John la afferrò delicatamente per il braccio sinistro, non poteva lasciarla andare proprio ora e rovinare quel magico momento. Con un tono deciso le disse: “Non c'è bisogno di Henry per spiegarla". Poi le fece strada sino ad una delle panchine di legno, lì vicino.
Margaret si voltò ancora verso il suo scompartimento, Henry aveva smesso di leggere il giornale e li stava osservando.

Si sedettero.
“Devo essere chiara”, cominciò lei sforzandosi di avere un tono fermo, “è una proposta d’affari”, deglutì e riprese a spiegare rapidamente: “ho quindicimila sterline, al momento sono in banca e mi danno pochissimi interessi”.
Lo guardò per un istante, John le sorrideva e la ascoltava in silenzio.
Margaret abbassò lo sguardo e riprese: ”ora i miei consulenti finanziari dicono che se voi doveste prendere questi soldi ed usarli per dirigere Marlborough Mills, potreste darmi un tasso di interesse… maggiore”.
Rallentò, respirò profondamente, abbassò di nuovo lo sguardo sul suo grembo, dove giocherellava con la rosa.
Il signor Thornton non diceva nulla, la guardava estasiato, non poteva fare a meno di notare il dolce rossore del suo viso e gli occhi lucidi, mentre lei si sforzava di far sembrare il tutto un semplice accordo di affari. Era nervosa.
In quel momento  lui desiderò di toccare la sua mano, come per rassicurarla.
“Quindi, vedete, è solo una questione d'affari… Non avreste alcun obbligo verso di me”, ormai non riusciva più a guardarlo, l’emozione stava per sopraffarla, “Sareste voi a farmi...”.
John avvicinò il braccio sinistro e afferrò delicatamente la mano destra con cui Margaret stringeva la rosa. Fu un gesto di tenera passione, che le tolse il fiato.
“... un servizio”. Concluse la frase a fatica.


Margaret non aveva più la forza di lottare con se stessa, istintivamente accarezzò con le dita la mano di John e poi la racchiuse tra i suoi palmi.
Con un gesto che sorprese persino se stessa,  portò  la mano del signor Thornton verso le sue labbra e ne baciò con passione il dorso.
Quel gesto fu disarmante, la forte sensazione d’amore che provava John non poteva più essere taciuta. La  guardò appassionatamente, con gli occhi che gli brillavano per la forte emozione.
Con l'altra mano le carezzò la guancia rosea e le sollevò lentamente il viso, i loro sguardi si incrociarono.



Lentamente, teneramente, avvicinò le sue labbra a quelle di lei. Margaret  poteva sentirne il respiro sul viso, non sapeva esattamente cosa aspettarsi, ma lo lasciò fare.
Chiusero gli occhi.
John schiuse le labbra e cominciò a baciarla, dolcemente.
Henry intanto guardava la scena dal treno e fu come se fulmine lo avesse colpito in pieno, vide andare i frantumi il sogno di una vita con Margaret, anche se lei non l'aveva incoraggiato mai in nessun modo. Provava un senso di fastidio e non capiva se fosse dovuto più all'orgoglio ferito o alla gelosia.

Il bacio divenne più appassionato.
John la baciò come aveva desiderato fare dal giorno in cui lei lo aveva salvato dagli scioperanti, quando gli aveva gettato le braccia al collo si era trovato a pochi centimetri  da quella bocca dolce e semiaperta, così vicina da sentire il suo respiro.
Non aveva smesso di pensare per un attimo all’intimità di quell’abbraccio. Non aveva mai amato nessuna donna prima di lei, e non avrebbe amato nessun’altra donna. Il suo cuore apparteneva a Margaret Hale.
Trattenne il viso di lei tra le sue mani, e premette forte sulle sue labbra.
Gli occhi rimasero chiusi per non perdere tutta la tenerezza e la passione di quell’abbraccio. Il mondo intorno a loro non esisteva.
La baciò ancora e ancora.

 Treno per Londra in partenza. Treno in partenza per Londra

La voce dell’altoparlante li risvegliò come da un sogno.
Le loro labbra si separarono ed aprirono gli occhi. Margaret visibilmente turbata, si alzò bruscamente senza dire nulla e si diresse in fretta verso il suo treno.
John si alzò lentamente, confuso e ferito per l’apparente indifferenza con cui lei lo aveva lasciato. Corrugò la fronte, con quale ardire l’aveva baciata? Era stato troppo spudorato.
Si era sentito incoraggiato dal gesto di lei, era stato stregato ancora una volta da quei bellissimi occhi, e da quella dolce bocca che aveva accarezzato la sua pelle. Si era reso di nuovo ridicolo, aveva osato troppo ed era stato di nuovo respinto. Si rinnovava il suo tormento, forse Margaret non teneva affatto a lui, ma solo alla proposta di affari.
Sentiva addosso ancora la forte sensazione d’amore di qualche istante prima, non poteva restare a guardare mentre perdeva  Margaret per sempre, mentre lei tornava da quel signor Henry Lennox, che sicuramente era più gentiluomo di lui, ma che non avrebbe mai potuto amarla con un cuore devoto come il suo.  Non riusciva a sopportare l’assordante rumore della stazione, il via vai delle persone.
Si girò con sofferenza verso il suo scompartimento, con un dolore quasi fisico, come se ogni arto fosse appesantito al pensiero di doversi separare da lei. Sarebbe tornato a Milton senza di lei e non l’avrebbe rivista mai più.
Stavolta non l’avrebbe guardata partire sperando in suo sguardo. Era troppo doloroso.

Margaret camminò veloce verso la sua carrozza, i suoi occhi brillavano, il suo respiro era denso e profondo e le guance arrossate. I sentimenti che provava in quel momento erano così forti e chiari per lei, ma non sapeva esattamente cosa dire ad Henry. Sentiva solo il bisogno di spiegarsi.
“Henry io…”
Henry, in piedi davanti alla porta dello scompartimento la guardò bruscamente, aveva capito esattamente cosa era accaduto tra lei e il signor Thornton. Con un espressione imbronciata e con un tono misto di orgoglio e rassegnazione porse a Margaret  la sua borsa da viaggio .”Addio, Margaret”.

Margaret prese il suo bagaglio, ed ebbe solo il tempo di un veloce  scambio di sguardi con lui. Poi Henry chiuse la porta ponendo fine ad ogni imbarazzo.
Ora si sentiva libera di seguire il suo cuore, fece un respiro profondo, si voltò verso la panchina, ma il signor Thornton non era più lì. Per un breve istante sentì una fitta al cuore, non poteva perderlo ora.

Dove siete John, pensò.
Con grande sollievo lo vide in piedi di fronte al suo treno. Le dava le spalle e non poteva vederla arrivare.
Il treno per Londra fischiò prima di ripartire. Il signor Thornton lo sentiva prendere velocità, e mentre il treno accelerava il suo respiro si faceva più affannoso, fino a quando non trattenne il fiato… sul vetro dello scompartimento apparve il riflesso di Margaret. Lo fissò sbalordito e si girò di scatto per accertarsi che non fosse il frutto della sua immaginazione.
La vide lì davanti a lui, vera e reale, con il bagaglio in mano. Le sue labbra si schiusero in un caloroso sorriso, i suoi occhi si illuminarono di infinita felicità, ora sentiva che l’avrebbe riportata a Milton con sé.



“Venite a casa con me? “, le sussurrò con tenerezza.
Margaret rispose con un colpo d'occhio e con un sorriso. In un momento Thornton  passò dall’inferno al paradiso, prese la sua borsa, la fece salire in carrozza e la seguì richiudendo la porta dietro di sé.
Il treno partì dalla stazione con un sonoro fischio.
Da lì cominciava la loro nuova vita.
Mentre il treno scivolava veloce attraverso la campagna, Margaret e John continuarono a guardarsi silenziosamente. Il braccio di John le cinse delicatamente la spalla. Lei lo guardò sorridendo e avvicinò le  labbra alle sue, senza alcun imbarazzo.



Dolcemente si baciarono, una volta, due volte, e ancora una volta. E continuarono a sorridersi, pieni di speranze  per il futuro verso cui stavano andando incontro.

FINE


Le bellissime gif sono state realizzate da ¤.Arwën.¤
Musica di sottofondo, Northbound train--> QUI
I personaggi sono di Elizabeth Gaskell (North and South).
Per info sulla serie vai su: imdb

Finale Nord e Sud in italiano (trasmesso da LaEffe):

3 commenti:

  1. Bravissima Moon !!!
    Che aggiungere di altro se non ..... "ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh"

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    1. Grazie,troppo buona, ma c'era poco da aggiungere a quella scena perfetta.. spero di non averla rovinata. Ho cercato di immaginarmi il seguito, ma poi ho pensato che è giusto che ciascuno si immagini il suo.

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  2. Non ho parole, sei fantastica, bellissimo il tuo blog! Descrivi anche lealtre scene, le loro emozioni!

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